{"id":73000,"date":"2016-09-02T14:00:27","date_gmt":"2016-09-02T12:00:27","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenziani.org\/?p=73000"},"modified":"2016-07-25T07:50:23","modified_gmt":"2016-07-25T05:50:23","slug":"vita-di-san-vincenzo-de-paoli","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincentians.com\/it\/vita-di-san-vincenzo-de-paoli\/","title":{"rendered":"Vita di san Vincenzo de&#8217; Paoli"},"content":{"rendered":"<p>San Vincenzo non \u00e8 un santo morto cent&#8217;anni fa, come don Bosco (ricordate che don Bosco mor\u00ec nel 1888), ma non \u00e8 nemmeno uno vissuto al tempo dei &#8220;Padri della Chiesa&#8221; (nei primi settecento anni di cristianesimo).<\/p>\n<p>San Vincenzo, o meglio, Vincenzo, nacque il 24 aprile 1581.<\/p>\n<p>Egli nacque nel villaggio di Pouy, presso Dax, nella regione delle Lande, in quella magnifica terra di Francia che ha donato alla Chiesa ed all&#8217;umanit\u00e0 cos\u00ec tanti capolavori di santit\u00e0.<\/p>\n<p>Il suo cognome, con quella particella De&#8217; non indica affatto origini nobili: Vincenzo infatti fu contadino, e fino a quindici anni lavor\u00f2 duramente i campi.<\/p>\n<p>A quell&#8217;et\u00e0 decise per il sacerdozio. E dopo cinque anni di studi fu ordinato sacerdote: la sua brillante intelligenza lo aveva portato all&#8217;ordinazione sacerdotale all&#8217;et\u00e0 giovanissima di soli 19 anni!<\/p>\n<p>Gli successe poi un&#8217;avventura, chiamiamola cos\u00ec, straordinaria e sconcertante ad un tempo: durante un trasporto per mare, venne fatto prigioniero da pirati turchi, con altri passeggeri della nave. Condotto a Tunisi e venduto successivamente a tre diversi padroni, recuper\u00f2 la sua libert\u00e0 dopo due anni, fuggendo con una piccola imbarcazione attraverso il Mediterraneo, in compagnia del suo ultimo padrone, un rinnegato da lui convertito. La straordinariet\u00e0 di questi avvenimenti ha fatto sorgere negli storici qualche dubbio sul tali fatti: ma la maggior parte degli studiosi \u00e8 del parere di ritenerli veritieri, anche perch\u00e8 Vincenzo stesso ne parla in alcune lettere.<\/p>\n<p>Inizia poi una vita straordinariamente intensa e feconda di mille e mille successi di apostolato: fond\u00f2 Istituti di preti, di Suore, fu istitutore e cappellano presso famiglie nobili e potentissime, fu consigliere diretto della regina nel Consiglio degli affari ecclesiastici, forte oppositore dell&#8217;eresia del Giansenismo; fu anche cappellano-capo dei forzati imbarcati sulle galere; contribu\u00ec con i suoi sacerdoti collaboratori a liberare non meno di milleduecento cristiani schiavi dei turchi; assistette i trovatelli.<\/p>\n<p><em>Ma vediamo di ripercorrere in maniera un pochino pi\u00f9 ampia (pur senza scrivere un libro!) questa vita cos\u00ec intensa e bella.<\/em><\/p>\n<h2><strong><em>A<\/em><\/strong><strong><em>) Le &#8220;Serve dei poveri&#8221; e le &#8221; Dame della Carit\u00e0&#8221;<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Vincenzo era parroco da appena un mese, quando vennero a riferirgli che in una famiglia del vicinato tutti erano caduti ammalati, e non c&#8217;era nessuno che li assistesse. L&#8217;appello che immediatamente rivolse ai parrocchiani raccolse una risposta generosissima, ma Vincenzo fece questa considerazione: &#8220;Oggi questi poveretti avranno pi\u00f9 del necessario; ma tra qualche giorno essi saranno nuovamente nel bisogno&#8221;. Decise quindi di &#8220;organizzare&#8221; queste generose risposte: nacque cos\u00ec una confraternita di pie persone che si impegnarono ad assistere a turno tutti gli ammalati bisognosi della parrocchia. Chiam\u00f2 questa confraternita con il nome di &#8220;Carit\u00e0&#8221;, e le associate furono chiamate &#8220;Serve dei poveri&#8221;. Mandato a fare il sacerdote predicatore nelle campagne, anche l\u00ec fond\u00f2 delle &#8220;Carit\u00e0&#8221;. In seguito fond\u00f2 anche confraternite maschili: ma non ebbe lo stesso successo. La sua idea sar\u00e0 ripresa duecento anni pi\u00f9 tardi da Emanuele Bailly, nel 1833 a Parigi: riun\u00ec inizialmente sette giovani universitari, tra cui Federico Ozanam, l&#8217;anima del gruppo. Risorsero cos\u00ec le &#8220;Carit\u00e0&#8221; maschili con le &#8220;Conferenze di S.Vincenzo De Paoli&#8221;.<\/p>\n<p>Queste &#8220;Carit\u00e0&#8221; femminili, a Parigi e nelle grandi citt\u00e0 cambiarono il nome da &#8220;Serve dei poveri&#8221; in &#8220;Dame della Carit\u00e0&#8221;. L&#8217;associazione cittadina pi\u00f9 importante fu senza dubbio quella detta dell&#8217;Hotel-Dieu (Ospedale): questa straordinaria &#8220;Carit\u00e0&#8221; cont\u00f2 centinaia di associate della pi\u00f9 alta nobilt\u00e0 parigina, tra cui la futura regina di Polonia.<\/p>\n<p>Ancora oggi la Compagnia delle Dame di Carit\u00e0, con le sezioni pi\u00f9 recenti delle &#8220;Damine&#8221; e delle &#8220;Piccole amiche dei poveri&#8221;, \u00e8 in piena attivit\u00e0. Le associate raggiungono il numero di seicentomila e lavorano in ogni parte del mondo.<\/p>\n<h2><strong><em>B) I Preti della Missione<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Il 25 gennaio 1617 Vincenzo tenne una fecondissima predicazione a Folleville: Iddio diede tanta benedizione alle sue parole, che non bastarono i confessori. Vincenzo, visto il frutto abbondante e la scarsit\u00e0 di clero, si aggreg\u00f2 alcuni zelanti sacerdoti ed incominci\u00f2 a predicare di villaggio in villaggio. Essi diedero inizio ad una Congregazione Religiosa i cui membri, dalla loro prima Casa-Madre S.Lazzaro, si chiamarono &#8220;Lazzaristi&#8221;.<\/p>\n<h2><strong><em>C) Le Figlie della Carit\u00e0<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>In origine erano ragazze di campagna, desiderose di consacrarsi al servizio dei poveri, che Vincenzo assegnava alle &#8220;Carit\u00e0&#8221; cittadine, dove le Dame trovavano pi\u00f9 difficolt\u00e0 ad esercitare personalmente le opere di misericordia. Il nome &#8220;Figlie della Carit\u00e0&#8221; fu quindi il nome pi\u00f9 semplice e pi\u00f9 naturale che potesse dare loro il popolo.<\/p>\n<p>Vincenzo non volle che le Figlie della Carit\u00e0 fossero religiose. &#8220;Voi avete per monastero &#8211; diceva loro &#8211; solo le case degli ammalati e quella della superiora; per cella una camera d&#8217;affitto, per cappella la chiesa parrocchiale, per chiostro le vie della citt\u00e0, per clausura l&#8217;obbedienza, per grata il timor di Dio, per velo la santa modestia!&#8221;. Ancora oggi i loro voti sono privati ed annuali.<\/p>\n<p>Le opere fiorirono tra le mani di questi angeli della Carit\u00e0. Dopo i poveri vennero i malati degli ospedali, i trovatelli, gli orfani, i forzati, i vecchi, i feriti sui campi di battaglia: in una parola, ogni sorta di miserie fu accolta dalla carit\u00e0 di questa comunit\u00e0.<\/p>\n<h2><strong><em>D<\/em><\/strong><strong><em>) A favore del clero<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>E&#8217; comprensibile che attorno ad una personalit\u00e0 di tale santit\u00e0 e di tante capacit\u00e0 umane tutti gli spiriti pi\u00f9 alti tendessero a raggrupparsi. Cos\u00ec fu anche per i sacerdoti. Attorno a Vincenzo quindi si riunirono, per incontri formativi settimanali, fervorosi ecclesiastici: sia per &#8220;fare i loro esercizi&#8221;, sia per aggiornarsi nella dottrina che dovevano poi insegnare al popolo loro affidato: ecco l&#8217;origine delle &#8220;Conferenze del marted\u00ec&#8221; cui si aggregarono oltre duecentocinquanta sacerdoti, alcuni dei quali divennero poi famosi sia per santit\u00e0 che per gli incarichi ricevuti. Ma Vincenzo cur\u00f2 anche la formazione del clero: e diversi dei suoi sacerdoti furono chiamati a guidare i Seminari in parecchie Diocesi. Addirittura fu chiamato, Vincenzo, dalla stessa regina, Anna d&#8217;Austria, a far parte del &#8220;Consiglio di coscienza&#8221;, o Congregazione degli affari ecclesiastici. Questo Consiglio si occupava specialmente della scelta dei vescovi e della attribuzione dei &#8220;benefici&#8221;, o rendite ecclesiastiche; (tra parentesi notiamo la felice situazione della Chiesa ai nostri giorni, in cui nella scelta dei vescovi non entrano pi\u00f9 i poteri degli stati, ma esclusivamente persone di Chiesa).<\/p>\n<p>Vincenzo fu anche molto attivo nel contrastare e combattere il Giansenismo: un movimento sorto nella Chiesa cattolica che proponeva un estremo rigorismo sia nella vita spirituale personale sia nella comunit\u00e0, tanto da cadere in varie esagerazioni e durezze a livello spirituale e morale.<\/p>\n<p>Un altro campo in cui Vincenzo primeggi\u00f2 fu nella Predicazione. In questo campo egli adott\u00f2 un metodo tanto semplice quanto efficace; una volta scelto l&#8217;argomento da predicare, egli lo sviluppava secondo questi passaggi: prima ne spiegava la natura, poi sviluppava i motivi per cui andava vissuto, ed infine accennava ai mezzi opportuni per tradurlo in pratica. Questo metodo, molto semplice e popolare, riscosse un immenso successo: tanto pi\u00f9 che normalmente gli altri predicatori usavano espressioni molto ampollose e lontane dalla sensibilit\u00e0 del popolo.<\/p>\n<h2><strong><em>E) Ed infine&#8230;.<\/em><\/strong><\/h2>\n<p>Vincenzo svolse un&#8217;opera bellissima presso i galeotti. Egli aveva potuto penetrare nelle prigioni di Parigi mentre svolgeva il suo ruolo di cappellano presso una nobile e potente casata: i Gondi. Fu colpito tremendamente dallo stato miserevole in cui versavano i forzati che attendevano di essere imbarcati sulle galere del re come rematori. Egli divenne subito il loro confortatore e difensore. Il bene da lui operato nelle prigioni fu conosciuto a corte, ed il re Luigi XIII cre\u00f2 apposta per lui una nuova carica: quella di Cappellano-Capo delle galere, rendendo cos\u00ec pi\u00f9 efficaci i suoi interventi in favore di questi miseri.<\/p>\n<p>Della sua opera di liberatore dei cristiani fatti schiavi dai turchi s&#8217;\u00e8 gi\u00e0 detto. Una parola invece sulla sua opera di soccorritore dei trovatelli. La societ\u00e0 ipocrita del tempo li chiamava con disprezzo &#8220;i figli del peccato&#8221;: Vincenzo li raccolse e li affid\u00f2 alle cure delle Figlie della Carit\u00e0 \u2026 ed al portafogli delle Dame. Secondo una indicazione del santo, nel 1657, nella sola citt\u00e0 di Parigi le associazioni vincenziane assistevano 395 trovatelli! Per questo alcune volte Vincenzo \u00e8 raffigurato nei quadri mentre tiene in braccio un bimbo trovato sulla via.<\/p>\n<p>Vincenzo dedic\u00f2 il suo cuore e la sua inventiva di carit\u00e0 anche ad assistere le popolazioni provate dalla Guerra dei Trent&#8217;anni: a Parigi organizz\u00f2 dei centri di raccolta di soccorsi in denaro ed in natura, che i suoi missionari e le sue suore portavano poi a destinazione. L&#8217;opera delle minestre sfam\u00f2 fino a cinquemila persone in una sola parrocchia!<\/p>\n<p>Considerato tutto questo&#8230;. non \u00e8 quindi strano che il giorno 12 maggio 1885 il papa Leone XIII, accogliendo il desiderio espresso da numerosi vescovi, dichiar\u00f2 Vincenzo patrono universale di tutte le opere di carit\u00e0, che in qualsiasi modo si riferissero a lui.<\/p>\n<p>Alla conoscenza di S. Vincenzo ha contribuito, anni fa, un bel film (oggi quasi introvabile) realizzato in Francia nel 1947 dal titolo &#8220;Monsieur Vincent&#8221;. Il film raggiunge un alto livello artistico, sotto la regia di Maurice Cloche e con il noto attore Pierre Fresnay che interpreta ottimamente il nostro, grazie anche agli efficaci dialoghi cui aveva messo mano anche il celebre drammaturgo Jean Anouilh. L&#8217;interpretazione di Pierre Fresnay \u00e8 stata premiata nel 1947 a Venezia, mentre nel 1948 la pellicola ottenne l&#8217;Oscar per il miglior film straniero.<\/p>\n<p>Bisogna aggiungere che il volto di Vincenzo \u00e8 noto anche in filatelia. Molti stati hanno cos\u00ec voluto onorare il benefattore dell&#8217;umanit\u00e0 sofferente.<\/p>\n<p>Gli stessi rivoluzionari avevano innalzato a Vincenzo un busto nel Pantheon di Parigi: oggi per\u00f2 tale busto si trova nella parrocchia di Clichy, ove il santo era stato parroco. Anche il suo villaggio natale porta il suo nome: Berceau de Saint Vincent De Paul.<\/p>\n<p>Cos\u00ec resta conclusa la presentazione di questo gigante della Santit\u00e0: forse essa \u00e8 stata troppo lunga per essere una semplice introduzione alle sue parole &#8211; che restano lo scopo principale di queste pagine &#8211; e, nello stesso tempo, troppo breve per la fame di chi cerca di pi\u00f9.<\/p>\n<p>O, forse, va bene cos\u00ec. Se vorrai, potrai metterti alla ricerca della sua vita scritta pi\u00f9 ampiamente. Intanto vorrei offrirti una selezione, spero sostanziosa anche per mole, delle sue parole: vi scoprirai un maestro splendido. Sempre amorevole.<\/p>\n<p><em>S.Vincenzo, ottieni anche a noi di partecipare del tuo carisma di carit\u00e0 e di imitare la tua splendida personalit\u00e0. AMEN.<\/em><\/p>\n<h2><strong>La parola&#8230; a san Vincenzo de&#8217; Paoli<\/strong><\/h2>\n<p><em>Come anticipato, vogliamo dare la parola direttamente a &#8220;Monsieur Vincent&#8221;: dal libro citato di Marcelle Auclair sono tratti i brani qui riportati.<\/em><\/p>\n<p><strong>1.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Da due anni nessuno ha pi\u00f9 sue notizie. Una lettera da lui scritta da Avignone nel 1607 al Sig. De Comet, presso cui prestava servizio come istitutore ecclesiastico&#8230;.)<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Signore, voi che conoscete bene le mie cose, avete forse saputo che trovai un testamento in mio favore lasciatomi da una buona vecchia signora di Tolosa. Per incassarlo partii per quella citt\u00e0 e poi per Marsiglia. Per il ritorno mi imbarcai per Narbona, con l&#8217;idea di risparmiare tempo. Ma quando fummo per mare, tre brigantini turchi che costeggiavano lungo il golfo del Leone ci attaccarono con tale violenza da uccidere alcuni dei nostri e ferirne altri. Io stesso ricevetti un colpo di spada, che mi far\u00e0 da orologio per tutto il resto della mia vita. Fummo costretti ad arrenderci. Ci incatenarono, dopo averci sommariamente medicati. Infine fecero rotta per Barberia, tana e spelonca di furfanti; l\u00e0 ci misero in vendita, dopo un sommario processo verbale sulla nostra cattura, secondo cui noi saremmo stati prelevati da una nave spagnola.<\/p>\n<p>La procedura della nostra vendita \u00e8 breve a dirsi: ci spogliarono dei nostri abiti, dettero a ciascuno un paio di brache, una giubba di lino con un berretto e ci portarono in su e in gi\u00f9 per la citt\u00e0 di Tunisi, con la catena al collo. Poi ci misero in mostra in piazza, ed i mercanti si avvicinarono per guardarci, come si fa di solito quando si compra un cavallo od un bue: ci facevano aprire la bocca per controllare la dentatura, ci palpavano i fianchi e studiavano attentamente le nostre ferite. Ad un certo momento ci fecero camminare al passo, trottare, e poi correre; poi ci fecero portare dei pesi e persino lottare per saggiare la forza di ciascuno, ed altre brutalit\u00e0 del genere.<\/p>\n<p>Fui venduto ad un pescatore, che fu costretto ben presto a disfarsi di me, poich\u00e8\u201a ero proprio negato per il lavoro di mare. Mi vendette quindi ad un vecchio medico alchimista. Gli ero molto simpatico e mi parlava spesso dell&#8217;alchimia, e pi\u00f9 ancora della sua fede, alla quale faceva ogni sforzo per attirarmi, promettendomi in cambio molte ricchezze e tutta la sua scienza chimica.<\/p>\n<p>Dio manteneva viva in me ogni giorno la fiducia della mia liberazione per le costanti preghiere che rivolgevo alla Vergine Maria, per la cui intercessione credo di essere stato salvato.<\/p>\n<p>Rimasi alle dipendenze di questo vecchio per quasi un anno. Poi mor\u00ec, lasciandomi in eredit\u00e0 ad un suo nipote, che subito mi rivendette ad un apostata. Lavorai per lui in montagna, in una zona desertica e calda. Una delle sue tre mogli prese a benvolermi, e divenne lei la causa della riconversione di suo marito, e della mia liberazione. Ella infatti, curiosa com&#8217;era di conoscere il nostro modo di vivere, veniva a trovarmi mentre lavoravo nei campi, e voleva che io cantassi le lodi di Dio. Cantai i salmi, la Salve Regina e molti altri canti. In ci\u00f2 ella trovava tanto piacere che c&#8217;\u00e8 da restare stupiti. Fin che giunse a rimproverare il marito per aver abbandonato la religione cristiana, da lei ritenuta vera, perch\u00e8 io le avevo detto alcune cose su Dio e per alcuni inni di lode che avevo cantato in sua presenza. Alla fine salpammo tutti con una piccola barca ed il 28 giugno sbarcammo ad Aigues-Mortes. Dopo arrivammo ad Avignone, dove il Vice-legato accolse pubblicamente l&#8217;apostata, con le lacrime agli occhi.&#8221;<\/p>\n<p><strong>2.<\/strong><\/p>\n<p>&#8221; C&#8217;\u00e8 un membro della Compagnia che, accusato di aver derubato un compagno, e pubblicamente definito come ladro &#8211; bench\u00e8\u201a non fosse vero &#8211; tuttavia non ha mai voluto giustificarsi. Un giorno, vedendosi cos\u00ec ingiustamente accusato, pensava tra s\u00e8 e s\u00e8: &#8220;Non ti discolpi? Ci\u00f2 di cui ti accusano non \u00e8 vero!&#8221;. &#8220;Oh! no, rispose, rivolgendo il suo pensiero a Dio, bisogna che io sopporti pazientemente questo oltraggio&#8221;. E cos\u00ec fece. Che cosa accadde in seguito? Sei mesi dopo, il vero ladro, che era andato a vivere cento leghe lontano da qui, riconobbe la sua colpa e scrisse chiedendo perdono. Ecco, Dio, talvolta, vuol provare alcune persone e perci\u00f2 permette che succedano simili fatti.&#8221;<\/p>\n<p><em>(Vincenzo non dice proprio tutto: sta parlando di se stesso e del suo compaesano il giudice di Sore: l&#8217;accusa riguardava la somma di quattrocento scudi. Il ladro era un garzone venuto in casa per una commissione. Sotto le ingiurie, Vincenzo chin\u00f2 la testa e disse con mitezza: &#8220;Dio sa la verit\u00e0&#8221;).<\/em><\/p>\n<p><strong>3.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Quando uno ha patito dentro di s\u00e8\u201a pene e tribolazioni, diventa pi\u00f9 sensibile a quelle degli altri. Coloro che hanno sofferto la perdita dei beni, della salute e dell&#8217;onore, sono pi\u00f9 adatti a consolare le persone che si trovano nelle medesime situazioni dolorose, pi\u00f9 adatti di coloro che non hanno mai avuto esperienze simili&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><em>(E&#8217; bene, per trarre il massimo frutto da questi scritti di santi, leggere a piccole dosi&#8230;. meditare&#8230;. ed attualizzare per noi stessi.)<\/em><\/p>\n<p><strong>4.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Parlando di un grande personaggio, vescovo, cardinale, fondatore di una spiritualit\u00e0 che influenz\u00f2 moltissimo generazioni e generazioni di preti, Mons De Brulle, Vincenzo scrive queste semplicissime e, proprio per questo bellissime, osservazioni utilissime anche per noi, ogni giorno)<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Questo gran servitore di Dio aveva l&#8217;abitudine di dire che era bene mantenersi sempre in basso, che i posti pi\u00f9 umili erano i pi\u00f9 sicuri e che c&#8217;era qualcosa di non buono nelle condizioni elevate e di prestigio: per questo i santi avevano sempre rifuggito ogni dignit\u00e0 e nostro Signore, per convincerci col suo esempio oltre che con la sua parola, aveva detto, parlando di se stesso, che era venuto al mondo per servire e non per essere servito. Dio non ci ha mandato per ottenere cariche ed uffici onorevoli\u201a per parlare ed agire con pompa ed autorit\u00e0, ma per servire ed evangelizzare i poveri&#8221;.<\/p>\n<p><strong>5.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Ascoltiamo come Vincenzo descrive il lavoro fatto sul proprio carattere da una grande dama della societ\u00e0, presso cui era cappellano e confessore)<\/em><\/p>\n<p>&#8220;La signora generalessa delle galere (la Signora Gondi) era soggetta ad una grande irascibilit\u00e0; non appena si accorgeva per\u00f2 di una sua impazienza, ella si inginocchiava davanti alla sua cameriera e le domandava perdono&#8230;.<\/p>\n<p>Ella riusciva a sopportare tutti, chiunque fossero. Non c&#8217;era persona per cui non riuscisse a trovare delle scuse, allegando a volte l&#8217;umana debolezza, a volte l&#8217;inganno del demonio, l&#8217;impulsivit\u00e0 del carattere, l&#8217;irritabilit\u00e0 \u2026<\/p>\n<p>Ella non soltanto non diceva mai male di nessuno, ma non trovava nulla a ridire e trovava tutto bene&#8230; Aveva la pratica di non parlare mai male degli assenti. Al contrario, ne difendeva la causa e distoglieva ogni discorso che tendesse alla maldicenza, con saggia accortezza&#8221;.<\/p>\n<p><strong><em>6<\/em><\/strong><strong><em>. <\/em><\/strong><em>La prima confraternita della Carit\u00e0<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Una domenica, mentre mi preparavo per celebrare la santa Messa, mi portarono la notizia che in una casa sperduta in mezzo ai campi, tutte le persone erano cadute malate, non ce n&#8217;era una che potesse assistere le altre, e tutte si trovavano in uno stato di grave bisogno. La notizia mi colp\u00ec profondamente al cuore.<\/p>\n<p>Non mancai di raccomandare il caso durante la predica con tutto il mio affetto, e Dio fece s\u00ec di toccare il cuore di tutti quelli che mi ascoltavano. Dopo pranzo facemmo una riunione presso una buona signorina della citt\u00e0, per vedere quali soccorsi potessimo prestare, e ciascuno si dichiar\u00f2 disposto ad andare a trovare quei poveri infelici e consolarli con parole ed aiuti, secondo le proprie possibilit\u00e0. Dopo i vespri, scelsi un parrocchiano, uomo di campagna, ed insieme ci incamminammo per andare a visitarli. Lungo la strada incontrammo alcune donne che ci precedevano e, proseguendo ancora, alcune altre che ritornavano. Era d&#8217;estate, durante il periodo della grande calura, e quelle brave donne, per riposarsi, si fermavano lungo i bordi della strada. Alla fine, figlie mie, ne incontrammo tante di persone che voi avreste detto trattarsi di una processione.<\/p>\n<p>Appena arrivato, visitai i malati ed andai a prendere il Santo Sacramento per quelli che erano pi\u00f9 abbattuti. Dopo averli dunque confessati e comunicati, si tratt\u00f2 di vedere come provvedere alle loro necessit\u00e0. Proposi a quelle brave persone che la carit\u00e0 aveva condotto fin l\u00e0, che si scegliessero ciascuno una giornata per andare ad accudire non soltanto quelle persone, ma anche quelle che sarebbero venute in seguito. Fu questo il primo luogo dove fu fondata la Carit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p><em>(La visita dei poveri e dei malati a domicilio venne fuori cos\u00ec organizzata &#8230; dalla necessit\u00e0. Per tre mesi Vincenzo lasci\u00f2 che le cose seguissero il corso naturale che avevano preso, e quando tutti gli ingranaggi gli parvero sufficientemente collaudati a contatto con la vita quotidiana, domand\u00f2 ed ottenne l&#8217;approvazione dal Vescovo di Lione.<\/em><\/p>\n<p><em>E pensare che, dopo quattro mesi dal suo arrivo in parrocchia &#8230;. Vincenzo dovette trasferirsi! Quattro soli mesi &#8230;.. Quando una persona \u00e8 strumento nelle mani di Dio&#8230;.)<\/em><\/p>\n<p><em>(Ed ora ecco di seguito la REGOLA: ogni suo particolare \u00e8 un miracolo di tenerezza)<\/em><\/p>\n<p><strong>7<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p><em>C<\/em><em>a<\/em><em>rit\u00e0 femminile di Chatillon-les Dombes<\/em><\/p>\n<p>La priora accoglier\u00e0 nelle cure della confraternita i malati veramente poveri e non quelli che dispongono di mezzi di sostentamento&#8230;.. Quando ne avr\u00e0 accolto qualcuno, avvertir\u00e0 la sorella che sar\u00e0 di servizio quel giorno, e questa andr\u00e0 a visitarlo subito. La prima cosa che dovr\u00e0 fare \u00e8 di vedere se abbia bisogno di una camicia bianca, affinch\u00e8, se ne avesse bisogno, gliene porti una della confraternita, insieme con i lenzuoli bianche, se ne occorressero.. Fatto ci\u00f2, lo far\u00e0 confessare perch\u00e8 possa ricevere l&#8217;indomani la comunione, poich\u00e8 \u00e8 nel proposito di questa confraternita che quanti vogliano essere assistiti si confessino e si comunichino. Prima di tutto gli porter\u00e0 un&#8217;immagine del crocifisso, che sistemer\u00e0 in un punto in cui possa essere vista dal malato, affinch\u00e8 rivolgendo talvolta gli occhi da quella parte, egli possa considerare che cosa il Figlio di Dio ha sofferto per lui. Porter\u00e0 inoltre quelle suppellettili che gli possano essere necessarie, come un vassoio, una bacinella, una scodella, un piattino ed un cucchiaio e, subito dopo, informer\u00e0 la sorella che sar\u00e0 di servizio l&#8217;indomani di preoccuparsi di far pulire e mettere in ordine la casa del malato in attesa di ricevere la comunione, e di fargli giungere il vitto&#8230;.<\/p>\n<p>La sorella che avr\u00e0 il turno di giorno, avendo prelevato dalla tesoreria quello che sar\u00e0 necessario per il sostentamento dei poveri di quel giorno, preparer\u00e0 il pranzo e lo porter\u00e0 ai malati. Avvicinandosi loro li saluter\u00e0 con gioia e carit\u00e0, accomoder\u00e0 il vassoio sul letto, vi sistemer\u00e0 sopra una tovaglia, una scodella, un cucchiaio e del pane, far\u00e0 lavare le mani agli ammalati e far\u00e0 recitare il Benedicite, verser\u00e0 la minestra nella scodella e metter\u00e0 la carne in un piatto, accomodando ogni cosa sul sopradetto vassoio, poi inviter\u00e0 con tutta la carit\u00e0 il malato a mangiare, per l&#8217;amore di Ges\u00f9 e della sua santa Madre.<\/p>\n<p>Far\u00e0 tutto con amore, come se stesse trattando il proprio figlio, o piuttosto Dio stesso, che reputa fatto a se stesso il bene che lei compie ai poveri. Gli rivolger\u00e0 qualche parola del Signore; se si accorge che \u00e8 molto triste, cercher\u00e0 di rincuorarlo, gli affetter\u00e0 la carne, gli verser\u00e0 da bere, e dopo di averlo avviato a mangiare in tal modo, se c&#8217;\u00e8 qualcuno che gli stia vicino lo lascer\u00e0 per andare a trovare un altro povero che tratter\u00e0 allo stesso modo, ricordandosi che bisogna cominciare sempre con l&#8217;ammalato che ha qualcuno che gli fa compagnia, e finire con quelli che son soli, in modo di potersi trattenere presso di loro un po&#8217; pi\u00f9 a lungo. Poi, la sera, ritorner\u00e0 per portare loro la cena con la stessa maniera ordinata di prima.<\/p>\n<p>Ogni malato avr\u00e0 quanto pane gli \u00e8 necessario, con un quarto di libbra di montone o di manzo bollito per il pranzo e la medesima quantit\u00e0 di arrosto per la cena, eccettuate le domeniche e le feste, in cui si potr\u00e0 dar loro qualche pollo bollito per il pranzo, e mettere della carne tritata nella minestra della sera due o tre volte la settimana. I malati sfebbrati avranno mezzo litro di vino al giorno, met\u00e0 a pranzo e met\u00e0 a cena.<\/p>\n<p>Il venerd\u00ec, il sabato e gli altri giorni di astinenza, riceveranno due uova con la minestra e un pezzo di burro per il pranzo, e altrettanto per la cena, preparando le uova come loro desiderano. Se si trover\u00e0 del pesce a prezzo ragionevole, si dar\u00e0 loro soltanto a pranzo&#8230;&#8221;<\/p>\n<p>E poich\u00e8 lo scopo di questa istituzione non \u00e8 soltanto quello di assistere i poveri corporalmente, ma anche spiritualmente, le sopraddette serve dei poveri metteranno ogni cura e studieranno di disporre a meglio vivere i malati che si giudica possano guarire, e a ben morire quelli che stessero per morire&#8230;&#8221;.<\/p>\n<p><strong>8.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Tra le molte conversioni, Vincenzo racconta la storia assai colorita del conte de Rougement)<\/em><\/p>\n<p>Ho conosciuto un gentiluomo di Bresse, il signor de Rougement, un vero uomo di mondo: era un pezzo di uomo ben fatto, che si era trovato spesso in pericolo per aver dovuto assistere altri gentiluomini che avevano qualche contesa per le mani, o per aver lui stesso sfidato a duello quelli che avevano qualcosa da ridire con lui. Me l&#8217;ha detto lui: &#8220;Non si pu\u00f2 immaginare quante persone io abbia sfidato, ferito, ucciso&#8230;&#8221;. Conoscendo il male n cui si trovava, risolse di cambiar vita (Vincenzo si guarda bene dal dire chi lo abbia spinto a ci\u00f2&#8230;), e cos\u00ec fece. Dopo questo cambiamento fece tali progressi da chiedere al vescovo di Lione il permesso di tenere il SS. Sacramento nella sua cappella&#8230; Mi mise al corrente delle pratiche della sua devozione e del suo distacco dalla creature: &#8220;Sono sicuro che, se non sono attaccato a niente, potr\u00f2 giungere a Dio, che \u00e8 il mio unico scopo&#8221;.<\/p>\n<p>Un giorno, viaggiando a cavallo, cominci\u00f2 ad esaminarsi per vedere se fosse attaccato a qualcosa. Facendo dunque questa sua meditazione, si chiedeva: &#8220;Sono attaccato al mio Dio o a qualche altra cosa?&#8221; <em>(perch\u00e9 esistono anche gli attaccamenti spirituali&#8230;). <\/em>&#8220;Sono attaccato al mio castello?&#8221; &#8211; No. &#8211; Ma se il fuoco scoppiasse improvviso dal di dentro e lo distruggesse tutto, non proverei alcun dispiacere? &#8211; Non credo. &#8211; Se Dio permettesse una tale evenienza, mi conformerei alla sua santa volont\u00e0, nel pensiero che il Signore non aveva n\u00e8 castello n\u00e8 casa per s\u00e8. E al mio cappello che mi preserva dal sole e dalla pioggia, non sono forse troppo attaccato? Non amo troppo la signora contessa, o qualche altra creatura? Non sono attaccato ai miei beni e alle mie rendite?&#8221;<\/p>\n<p>Dopo queste interrogazioni, riconobbe che nessuna di queste cose lo toccava minimamente. Ma i suoi occhi caddero sulla sua spada; e pensando al servizio che questa gli aveva reso in parecchie occasioni pericolose, sent\u00ec un certo attaccamento per essa e si accorse che avrebbe sofferto a disfarsene. La natura infatti gli gridava dentro: &#8220;Una spada che mi ha tante volte salvato la vita! Bisogna proprio che io la conservi!&#8221;. Ecco dunque che cosa gli suggeriva l&#8217;attaccamento: &#8220;Guardati bene dal disfartene! Che faresti se fossi sorpreso ed attaccato senza avere di che difenderti?&#8221;. L&#8217;angelo buono gli sussurr\u00f2 nel cuore, mentre rivolgeva questi pensieri nella sua mente: &#8220;E bravo, hai pi\u00f9 fiducia in questa tua spada che in Dio; hai pi\u00f9 fede in un pezzo di ferro che nella Provvidenza di Dio. Chi ti ha dato il mezzo di uscir fuori da quei precipizi in cui tu eri caduto? Non \u00e8 stato forse il pensiero che Dio ha avuto per te? E tu attribuisci tutto ci\u00f2 alla tua spada?&#8221;.<\/p>\n<p>Viene preso dal rimorso di coscienza che si impossessa di lui, lo fa rientrare in s\u00e8 e gli fa esclamare: &#8220;Sei un bel miserabile! Ah, mio Dio, perdonatemi le mie infedelt\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>E, nello stesso istante, scende dal cavallo e spezza quella spada contro una roccia, per non aver proprio alcun attaccamento. Ma subito prov\u00f2 quel sovrappi\u00f9 che le anime generose ricevendo quando si liberano da ci\u00f2 che non piace a Dio; prov\u00f2 infatti nell&#8217;anima una cos\u00ec grande consolazione in quello stesso momento in cui infranse la sua spada, come non aveva mai provato prima.<\/p>\n<p><strong>9.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Dopo solo quattro mesi di permanenza in parrocchia, deve lasciarla, perch\u00e8 chiamato altrove dai suoi superiori; ma sono quattro mesi che contano per l&#8217;eternit\u00e0: l&#8217;origine della Societ\u00e0 di S.Vincenzo \u00e8 l\u00e0. Il saluto di Vincenzo non \u00e8 un arrivederci, ma un addio.)<\/em><\/p>\n<p>Quando la Provvidenza m&#8217;ha condotto a Chatillon, credevo mio dovere di non lasciarvi mai; ma poich\u00e8 pare che Essa ordini altrimenti, rispettiamola, voi ed io, e seguiamole sue sante decisioni.<\/p>\n<p>Da lontano, come da vicino, vi sar\u00f2 sempre presente nelle mie preghiere. Da parte vostra, non dimenticatevi di questo miserabile peccatore&#8230;.<\/p>\n<p><strong>10.<\/strong><\/p>\n<p><em>(Vin<\/em><em>c<\/em><em>e<\/em><em>nz<\/em><em>o espone il suo metodo di preghiera, ispirato a quello del santo Vescovo di Gi<\/em><em>nevra Francesco di Sales)<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; vero che in tutte le comunit\u00e0 si trovano parecchie persone, che sono spesso le migliori, che non riescono ad applicarsi nella meditazione per la quale occorrono immaginazione e ragionamento; ma il caro Vescovo di Ginevra ha insegnato ai suoi religiosi un altro tipo di preghiera, che possono fare anche i malati: di tenersi cio\u00e8 con dolcezza davanti a Dio, mostrandogli i nostri bisogni, senza alcun&#8217;altra applicazione spirituale. Come fa un povero che denuda le sue piaghe e cos\u00ec commuove con maggior forza i passanti ad aiutarlo, pi\u00f9 che se si rompesse la testa a persuaderli delle sue necessit\u00e0. Si fa dunque una buona preghiera mantenendosi in tal modo alla presenza di Dio, senza alcuno sforzo di pensiero di volont\u00e0.<\/p>\n<p>&#8230;.. Mi ricordo di un pensiero del Vescovo di Ginevra, parole divine e degne di un s\u00ec grande uomo: &#8220;Non vorrei andare a Dio, se non \u00e8 Dio a venire da me!&#8221;. Parole da meditare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>San Vincenzo non \u00e8 un santo morto cent&#8217;anni fa, come don Bosco (ricordate che don Bosco mor\u00ec nel 1888), ma non \u00e8 nemmeno uno vissuto al tempo dei &#8220;Padri della Chiesa&#8221; (nei primi settecento anni &#8230; <a href=\"http:\/\/vincentians.com\/it\/vita-di-san-vincenzo-de-paoli\/\" class=\"more-link\">Read More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":150237,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[119],"tags":[],"class_list":["post-73000","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vincenzo-de-paoli"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v26.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Vita di san Vincenzo de&#039; Paoli - Siamo Vincenziani<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"http:\/\/vincentians.com\/it\/vita-di-san-vincenzo-de-paoli\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Vita di san Vincenzo de&#039; Paoli - Siamo Vincenziani\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"San Vincenzo non \u00e8 un santo morto cent&#8217;anni fa, come don Bosco (ricordate che don Bosco mor\u00ec nel 1888), ma non \u00e8 nemmeno uno vissuto al tempo dei &#8220;Padri della Chiesa&#8221; (nei primi settecento anni ... 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