Storiografia delle missioni (9)

Francisco Javier Fernández ChentoI tempi di San Vincenzo de PaoliLeave a Comment

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Author: Luigi Mezzadri, C.M. · Year of first publication: 1996 · Source: La predicazione in Italia dopo il Concilio di Trento, ed. Dehoniani Roma.
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9. Oblati di Rho

Gli oblati missionari di Rho sono un ramo degli oblati dei SS. Ambrogio e Carlo, sorti nel 1714-1715 e specializzati nelle missioni popolari. L’attività missionaria di questa comunità è stata illustrata recentemente con ricchezza di apporti da G.F. Barbieri1. L’autore ha studiato con puntiglio critico sia la comunità dei missionari sia soprattutto i manoscritti dei predicatori. Un elemento che ha favo­rito Barbieri è stato l’ambito parzialmente ristretto in cui hanno operato gli oblati, cioè la diocesi di Milano.

La presente sintesi non è esauriente. Altri lavori avrebbero do­vuto essere studiati, altri ambiti esplorati2. L’ampiezza dell’indagine dimostra solo che siamo agli inizi di una ricerca. La predicazione missionaria ha segnato profondamente i secoli XVI-XIX. Il mate­riale da esplorare è ancora molto grande. Andrebbero studiati i sin­goli predicatori, per conoscerne le caratteristiche, la cultura, la mentalità. Le stesse raccolte di prediche sono un continente ine­splorato. Quali i temi affrontati, quali promesse sono state agitate davanti ai fedeli, quali accenti sono stati usati per realizzare lo sco­po della predicazione che ha un triplice scopo, cioè docere (persua­dere l’intelletto), movere (stimolare la volontà), delectare (commuo­vere il cuore). Si tratterà di studiare la costruzione delle prediche, ma soprattutto l’impatto con la popolazione.

Le missioni, dunque, sono una grande pagina, che attende an­cora di essere studiata. Speriamo pertanto che il futuro ci riservi un nuovo e maggiore interesse per la predicazione missionaria.

 

  1. Cfr. G.F. BARBIERI, Un prete del Settecento lombardo. Padre Martinelli fon­datore degli oblati di Rho, Milano 1982; ID., Ordini e congregazioni contemporanee, in S. Carlo Borromeo. Statuti degli oblati di S. Ambrogio, a cura di P.F. FUMAGALLI, Milano 1984, 47-54; ID., Gli oblati nella Chiesa milanese, ivi, 67-80; ID., Esempi di predicazione popolare nel Settecento milanese attraverso alcuni documenti inediti, in Ricerche sulla Chiesa milanese, a cura di A. ACERBI — M. MARCOCCHI, Milano 1988, 120-149
  2. Quando il lavoro era ormai terminato è uscito un importante contributo, curato da Stefania Nanni, dal titolo Devozioni e pietà popolare fra Seicento e Sette­cento: il ruolo delle congregazioni e degli ordini religiosi, in «Dimensioni e Problemi della Ricerca Storica» 2 (1994), rivista del Dipartimento di studi storici dal me­dioevo all’età contemporanea dell’Università “La Sapienza” di Roma. La ricerca è introdotta da un’ampia disanima dei problemi e orientamenti delle missioni, di S. Nanni (pp. 5-20; bibliografia pp. 17-20). Seguono: B. DOMPNIER, Ordres, diffusion des devotions et sensibilités religieuses. L’exemple des capucins en France (XVIIe­-XVIIIe siècles), pp. 21-59; G. BARONE, Un confronto di metodo. Le devozioni del­l’età della controriforma. Riflessioni di una medievista, pp. 60-63; L. CHATELLIER, Les jesuites et le peuple des villes et des campagnes au X VIII siècle: formation ou echange?, pp. 64-76; E-H. FROESCHLÉ-CHOPARD e E HERNANDEZ, Les devotions des confréries, reflet de l’influence des ordres religieux?, pp. 104-127; B. HEYBERGER, Terre sainte et mission au XVII`’ siècle, pp. 127-153; S. CABIBBO, «Pas­samos el phario, que es el lugar mas peligroso de todo el camino». La Sicilia nelle cro­nache dei primi gesuiti, pp. 154-171; L. MEZZADRI, «Istruire i semplici e cambiare il loro cuore». La predicazione lazzarista, pp. 172-187; D. ROCCIOLO, Al servizio della diocesi. Congregazioni religiose maschili a Roma nel Settecento, pp. 188-201; L. Fio­RANI, Missioni della compagnia di Gesù nell’agro romano nel XVII secolo, pp. 216­234; D. VIZZARI, Le missioni popolari dei pii operari, pp. 270-290. Vorrei segnalare ancora M. SEMERARO, Le apostoliche missioni. La congregazione dei “padri salesiani” o “preti pietosi” nel Sette-Ottocento leccese, Roma 1980.

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