Storiografia delle missioni (7)

Francisco Javier Fernández ChentoI tempi di San Vincenzo de PaoliLeave a Comment

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Author: Luigi Mezzadri, C.M. · Year of first publication: 1996 · Source: La predicazione in Italia dopo il Concilio di Trento, ed. Dehoniani Roma.
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7. Redentoristi

I redentoristi hanno avuto il merito non solo di continuare in questo ministero, ma anche di studiarlo.

Pur non trascurando il contributo degli altri validi studiosi, co­me Meiberg, Van Delft, Ricci, Coste1, credo che chi abbia mag giormente pubblicato sull’argomento sia Giuseppe Orlandi2.

Egli ha contestato l’affermazione di una situazione fiorentissi­ma della missione napoletana. C’erano molte comunità che faceva­no delle missioni, ma non si può dire che le varie iniziative potesse­ro definire una Chiesa in stato di missione. Specialmente nelle cam­pagne la vita religiosa aveva bisogno urgentissimo delle missioni, come osservava Benedetto XIV3. Per questo l’operazione chirurgi­ca della soppressione dei conventini operata da Innocenzo X venne corretta favorendo l’insediamento dei passionisti e dei redentoristi. La prima casa dei redentoristi sorse, infatti, su un antico convento soppresso degli agostiniani, a Scala.

Venendo alle missioni, l’autore accetta con cautela la distinzio­ne della missione in catechistica e penitenziale. Il fatto che poi Leo­nardo da Porto Maurizio preferisse un metodo eclettico, la “via di mezzo”, dimostra che di fatto i due metodi coesistevano4.

Una domanda che viene posta è relativa alla dipendenza della missione dal fondatore. In altri termini la missione fu redentorista o alfonsiana? Orlandi parla piuttosto di una missione redentorista, nel senso che essa ebbe apporti dall’esterno (Propaganda, pii ope­rai), senza che mai venisse meno la creatività dei singoli. Si può par­lare di un pluralismo di metodi, di una sapiente capacità di adatta­mento alle circostanze concrete dei luoghi delle missioni. Ogni stra­tegia missionaria doveva essere collaudata sul campo, era questo il principio che il fondatore diede ai suoi figli. Essi l’attuarono insi­stendo molto sull’oratoria “apostolica” fatta su un impianto molto curato di temi, che miravano alla conversione. Due erano i mezzi che dovevano prolungare l’efficacia della missione: la pratica della vita devota e la rinnovazione dello spirito.

  1. Cfr. A. MEIBERG, Historiae missionis; M. VAN DELFI, La mission paroissia­le; V. Ricci, La missione tradizionale; J. COSTE, Missioni nell’Agro romano nella pri­mavera del 1703, in «Ricerche per la Storia Religiosa di Roma» 2 (1978) 165-223.
  2. I lavori che l’autore ha pubblicato sono: G. ORLANDI, Informazione sulle missioni della congregazione di Gesù Salvatore di Firenze 1699, in «Spicilegium Hi­storicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 20 (1972) 373-385; ID., L.A. Murato­ri e le missioni di P Segneri jr, in «Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 20 (1972) 158-294; ID., La corte estense e le missioni di Modena di P. Segneri jr (1712), in «Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 21 (1973) 402-424; ID., Missioni parrocchiali e drammatica popolare, ín «Spicile­gium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 22 (1974) 313-348; ID., As­sociazioni missionarie per le diocesi venete nella metà dell’Ottocento, in «Spicile­gium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 22 (1974) 349-414; ID., Mis­sioni parrocchiali predicate a Cento al tempo di Girolamo Baruffaldi, in Girolamo Baruffaldi (1675-1755). Atti del convegno nazionale di studi nel terzo centenario del­la nascita, Cento 5-8 dic. 1975, Cento 1977, 867-882; ID., Benedetto XIII, S. Alfonso M. de Liquorie i redentoristi, ín «Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 27 (1979) 279-297; ID., Il conte G.B. Scalabrini (1677-1748) ultimo del ramo modenese della famiglia, in Giuseppe Antenore Scalabrini e l’erudizione ferrarese nel ‘700. Atti del convegno nazionale di studi, Ferrara 14-16 aprile 1978, Ferrara 1979, 455-469; ID., Il contributo del clero diocesano: la congregazione del SS. Crocifisso e di S. Vincenzo de’ Paoli di Cortona (1842), in Missioni al popolo per gli anni ’80. Atti del convengo nazionale, Roma 2-7 febbraio 1981, Roma 1981, 601­613; ID., La congregazione missionaria di Gesù Crocifisso e di S. Vincenzo de’ Paoli di Cortona. 1842, in «Spicilegium Historicum Congregatíonis SS.mi Redemptoris» 29 (1981) 109-241; ID., Giambattista Cavazzuti (1750-1799). Tre lettere inedite su missioni ed esercizi spirituali, in «Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Re­demptoris» 32 (1984) 401-425; ID., La missione popolare redentorista ín Italia dal Settecento ai giorni nostri, in «Spicilegium Historicum Congregationís SS.mi Re­demptoris» 33 (1985) 511-41; ID., Metodologia missionaria e religiosità popolare. Le missioni dei redentoristi tra Sette e Ottocento: p. Vincenzo Gagliardi (1763- 1841), in Incontri di Campolattaro, Campolattaro 1987 (Studi e documenti per la storia del Sannio, 4), 41-85; ID., Rapporto tra S. Alfonso e il ven. Domenico Lentini. Atti­vità dei redentoristi in Basilicata tra Sette e Ottocento, in «Spicílegium Hístoricum Congregationis SS.mi Redemptoris» 35 (1987) 53-82; ID., La mission redemptoriste au XVIII siècle, in Alphonse de Liguori pasteur et docteur, Paris 1987, 65-92; ID., S. Alfonso Maria de Liguori i laici e la fondazione della congregazione dell’Addolorata (o dei «Rossi») di Procida, in «Lateranum» 55 (1989) 1-68; ID., S. Alfonso Maria de Liguori e l’ambiente missionario napoletano nel Settecento: la compagnia di Gesù, in «Spicilegium Historicum Congregationis SS.mi Redemptoris» 38 (1990) 5-195; ID., Gli “exempla” in S. Alfonso, in Santità e agiografia. Atti dell’VIII congresso del­l’Associazione dei Professori di Storia della Chiesa in Italia, Terni 12-15 settembre 1988, Genova 1991, 113-128; ID., L’uso degli “exempla” in S. Alfonso Maria de Li­guori. Note di storia della letteratura religiosa dell’età moderna, in «Spicilegium Hi­storicum Còngregationis SS.mi Redemptoris» 39 (1991) 3-39; ID., Vera e falsa san­tità in alcuni predicatori popolari e direttori di spirito del Sei e Settecento, ín Finzio­ne e santità tra medioevo ed età moderna. Convegno internazionale di studio, Udine­Cividale del Friuli, 25-28 ottobre 1989, Torino 1991, 435-463; ID., I redentoristi na­poletani tra rivoluzione e restaurazione, in Il Mezzogiorno e la Basilicata fra età gia­cobina e il decennio francese. Atti del convegno dell’Associazione per la Storia Socia­le del Mezzogiorno e dell’Area Mediterranea, Maratea 8-10 giugno 1990, Venosa 1992, 219-245; ID., La caduta di un «angelo»: M.A. Capelli, P Segneri e L.A. Mura­tori. Atti della I giornata di studi muratoríani Vignola 23 marzo 1991, Firenze 1992, 147-172; ID., La missione popolare in età moderna, in Storia dell’Italia religiosa, a cura di A. VAUCHEZ, G. DE ROSA, T. GREGORY, II: L’età moderna, Bari-Roma 1994, 419-452.
  3. Gravissimum supremi apostolatus (8 settembre 1745), in Bullarium, I, Ve­nezia 1778, 248, cit. in La missione, 327.
  4. Cfr. S. GOBI, Un perfetto imitatore di S. Francesco nel sec. XVIII: S. Leo­nardo da Porto Maurizio, in «Studi Francescani» 80 (1983) 358.

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