S. Giustino De Jacobis: la sua drammatica consacrazione episcopale

Francisco Javier Fernández ChentoGiustino De JacobisLeave a Comment

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Author: L. Chierotti, CM .
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Il 10 marzo u.s., è stato chiuso il Processo Diocesano di Beatificazione e Canonizzazione del Card. Guglielmo  Massaja, a Frascati, dove il Servo di Dio aveva trascorso gli ultimi anni e dove è stato sepolto.

Poco prima di questo avvenimento è stata pubblicata una biografia di gran valore, del P. Carmelo Durante Da Sessano del Molise Guglielmo Massaja: saggio storico-critico secondo documenti inediti.

Molte pagine di questa biografia mettono in rilievo le  vicende e l’amicizia che legarono il Massaja e il De Jacobis, due anime di apostoli santi. Il Massaja (Abuna Messias) era anche il confessore e il Direttore spirituale del De Jacobis (Abuna Jacob) e fu lui che vinse, dopo molti tentativi, la sua umiltà e lo consacrò Vescovo, secondo il volere di Roma, in circostanze ben drammatiche.

Situazione gravissima a Massaua

La cerimonia fu celebrata nella massima semplicità e  povertà e con grande paura, in un’isoletta di Massaua, una delle isole Dalak, mentre tutt’attorno stazionavano in armi, da una parte il Re Ubié con i cristiani abissini ed i seguaci  del Vescovo Copto Abuna Salama; dall’altra i musulmani Egiziani, colpiti duramente dai cristiani. Massaja e  De Jacobis erano stati espulsi dal Re Ubié dal territorio etiopico per intrigo del Vescovo eretico ed avevano trovato scampo verso il mare.

Occorre sapere che il Governatore Egiziano di Massaua  aveva costruito illegalmente due roccaforti a Moncullo e ad Arkiko ed occupato il territorio di Massaua, che apparteneva all’Etiopia.

La repressione di Ubié e dei cristiani contro il Governatore Egiziano e contro i musulmani fu terribile. “Fecero massacro di tutto” – dice Tecle Haimanot nel suo libro Episodi della vita apostolica di Abuna Jacob. I musulmami a loro volta giurarono di massacrare tutti i cristiani”.

Carmelo Durante, in una nota di p. 84, ci informa che la domenica 7 gennaio 1849 Ubié finalmente si ritirò da Massaua.portando con sé un ingente bottino di bestiame e  di fanciulli, destinati ad essere venduti come schiavi. Sul terreno, in pasto alle iene, si contarono 300 cadaveri di uomini, donne e bambini”.

Anche i cristiani abissini (copti) fecero la loro parte: uccisero da 1000 a 4200 persone di ogni sesso ed età; fecero da 700 a 800 prigionieri e portarono via più di 10.000 capi di bestiame.

In questa situazione di grave pericolo, quellàuomo di ferro che era il Massaja, pensò che fosse venuta l’occasione per consacrare Vescovo il De Jacobis, poiché egli aveva finalmente manifestato il proposito di accettare la volontˆ di Dio su di lui.

La consacrazione episcopale

La data precisa della Consacrazione, tanto dibattuta tra i biografi di S. Giustino, sembra oggi certa: 7 gennaio 1849.

Mi scrive il P. Antonino Rosso, profondo studioso e conoscitore del Massaja e del De Jacobis: “L’Atto Autentico, firmato dal Massaja, nel Registro Liber Ordinationum, è conservato a Massaua. Anche il vostro Mons. Salvatore Pane aveva citato l’Atto Autentico. Esso è stato trascritto dal P. Cappuccino Leone des Avanchers”.

Vi è però una piccola nota chiarificatrice: 7 gennaio 1849 ante mediam noctem: cioè “prima di mezzanotte” . Ho visto pure -aggiunge il P. Rosso – che in una lettera a Propaganda Fide il De Jacobis aveva scritto 8, poi corretto in 7 con altro inchiostro. Probabilmente la funzione inizi˜ prima di mezzanotte e terminò dopo. Di qui il dubbio del Consacrato. Certo i due apostoli santi non avevano l’orologio al polso o tascabile, per cronometrare esattamente l’ora”.

Il commento del Massaja sulla cerimonia

In una lettera dell’ll gennaio 1849 a Propaganda Fide , così  si esprime il Massaja, paragonando la sua Consacrazione Episcopale, avvenuta nello sfarzo di Roma il 24  maggio 1846: ” La mia consacrazione eseguita con tutta pompa in Roma, nella chiesa di S. Carlo al Corso, messa vicina  a quella del De Jacobis, eseguita nel buio della notte con tutta l’economia di cerimonie , fra timori e pericoli , da un solo Vescovo che faceva tutte le funzioni dall’Ostiario al Pontificato , fa vedere che la grazia di Dio e la forza delle sue divine istituzioni è fatta per tutti i tempi e proporzionata per tutti i luoghi e circostanze, ed è capace di essere vestita di tutte le forme, senza soffrire la menoma alterazione nella sostanza”.

Appendice

Do una mia versione dall’originale latino dell’ATTO AUTENTICO della Consacrazione Episcopale di Mons. Giustino De Jacobis C.M.

Massaua :

Nell’anno del Signore 1849, nella notte del giorno 7 gennaio, nella nostra cappella privata della Casa di Massaua, mentre da una parte i guerriglieri cristiani di Abissinia invadevano furenti e devastavano tutta la regione a loro un giorno soggetta ; e i musulmani da un’altra parte, rinchiusi in fortezza, minacciavano uno sterminio totale e crudele di tutti i cristiani abissini e .forestieri, per questo pericolo imminente, prima della mezza notte, abbiamo celebrato la Messa pontificale privata, nella quale l’illustrissimo e reverendissimo Signor Giustino De Jacobis , membro della Congregazione della Missione di S. Vincenzo , Prefetto Apostolico della Missione di Abissinia , già preconizzato dal Santissimo Signor Nostro Papa Pio IX , Vescovo di Nilopoli e Vicario Apostolico dell’Abissinia , osservate tutte le disposizioni secondo il Pontificale Romano e le Lettere Apostoliche concesse per questo scopo, fu promosso all’Episcopato da me in mancanza di altri Vescovi ; come assistenti e testimoni furono chiamati i Reverendissimi Padri Abba Heimanot e Abba Guebra , sacerdoti di rito etiopico”.

Guglielmo Massaja
Vescovo di Cassia”

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