Il cristiano guidato alla virtù ed alla civiltà secondo lo spirito di San Vincenzo De’ Paoli. Giorno vigesimoquarto

Francisco Javier Fernández ChentoVincenzo de' PaoliLeave a Comment

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Author: Don Bosco · Year of first publication: 1848.
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Giorno vigesimoquarto. Della sua confidenza in pio.

Il signore ci dice che ehi confida in lui non rimarrà confuso; e che può tutto chi e dal Signore confortato. Dal che Vincenzo animato intraprese delle cose, che i Principi,tessi non avrebbero osato, e sostenere degli stabilimenti che sembravano disperati. La provvidenza di Dio era il suo conforto, e questo Dio fedele nette sue promesse giammai gli mancava. Quando gli si proponeva un affare, fatta sicuro venisse da Dio, metteva in uso tutti i mezzi che. potevano farlo riuscire; ma era ben diverso da quelli che i mettono in moto, e vi mettono tutti coloro che incontrano La filosofia dell’ uomo di Dio era più placida, perchè veniva da una sorgente più elevata; lasciava operare Dio per quanto il poteva, ed aspettava da fui il Brade ed il momento del successo. Se qualcuno per ragioni di prudenza umana gli rappresentava non esservi apparenza alcuna d’ultimare ciò ch’erasi cominciato. «Lasciamo fare nostro Signore, diceva, è opera sua: ed essendo a lui piaciuto di darcene il pensiero, teniamo per certo che lo perfezionerà nel modo a lui più gradevole; sarà nostra guida e nostro aiuto in un lavoro al quale ci ha egli stesso invitati.»

Cominciato un affare colla persuasione esser cosa di Dio, e Dio volerlo da lui, non temeva spese nè travagli, nè difficoltà; gli ostacoli non servivano che a rincorarlo, nulla lo spaventava. Venti volle gli fu rappresentato le spese necessarie pel nutrimento degli ordinandi e di quel gran numero di persone che ogni settimana fanno il ritiro a S. Lazzaro mettere la casa in pericolo di soccombere; sempre rispose: chi i tesori della Provvidenza erano inesauribili, che la diffidenza disonorava Dio, e che la sua congregazione si sarebbe piuttosto distrutta per le ricchezze, non mai per la povertà.

Un giorno, alla vigilia di un’ ordinazione, il procuratore tutto inquieto venne a dirgli che non aveva un soldo onde fare la spesa. Oh! qual buona notizia, sciamò Vincenzo, Dio sia benedetto: è questo il momento che bisogna far conoscere se abbiamo confidenza in Dio. Disse una cosa consimile ad un avvocato del parlamento, il quale in un ritiro che fece a S. Lazzaro, sorpreso di vedere tanta gente nel refettorio, gli dimandò ove prendeva di che provvedere ad un si gran numero di bocche domestiche e straniere. Non è già che Ilio facesse de’miracoli continui in favore di Vincenzo, e che all’opportunità accorresse in soccorso della sua indigenza: si vide ridotto a nudrire sè ed i suoi con pane d’ orzo e d’avena; ma riguardava quegli accidenti passeggieri quai prove che entrano nell’ordine della Provvidenza.

La confidenza che animava il servo di Dio nel tempo della carestia, lo fortificava ancora nelle afflizioni che gli sopraggiungevano, sia nella sua propria persona, sia in quella de’ suoi figli. Era si persuaso che questa confidenza in Dio deve essere una delle principali virtù di un missionario, che ne fece il soggetto di molte conferenze spirituali; propose in esse l’esempio d’Abramo, a cui Dio aveva promesso di popolare tutta la terra per mezzo d’un figlio che gli aveva dato, e che gli ordinava nulladimeno d’offerire in sacrifizio. «Ammirate la sua confidenza, diceva: Abramo non s’ inquieta di ciò che succederà: egli spera che tutto andrà bene, poichè Iddio v’è di mezzo. E perchè non avremo noi la stessa speranza, se lasciamo a Dio la cura di ciò che ci riguarda, e se preferiamo ciò che ci comanda ad ogni altra considerazione? Non sarà dunque ben fondata la nostra speranza, diceva altrove Vincenzo, che Dio somministrerà quanto c’è necessario? Non vedete forse che gli augelli non seminano e noti mietono? ciò non ostante. Dio prepara loro la tavola ovunque, accorda loro le vestimenta e da nudrirsi; egli estende anco la sua provvidenza sulle erbe de’ campi, e perfino i gigli hanno degli ornamenti sì magnifici che Salomone in tutta la sua gloria non n’ ebbe mai di consimili. Ora se Iddio provvede in tal modo gli augelli e le piante, perchè non vi abbandonerete a lui? la vostra industria è dessa un espediente più sicuro della sua bontà?»

Vincenzo raccomandava ancora questa confidenza in Dio alle figlie della carità, le quali, a motivo de’ pericoli d’ ogni specie a cui sono esposte, debbono maggiormente diffidare di se stesse e confidare molto in Dio, Annunciava loro il soccorso Divino in una maniera sì decisiva, che si sarebbe creduto avesse delle segrete ragioni di fidarsi sopra una speciale provvidenza. Dio aveva di già fatto conoscere eh’ egli vegliava alla guardia di quelle figlie virtuose. «Ah! mie figlie, diceva il Santo in occasione che una di esse era rimasta salva in mezzo alle rovine di un edifizio, qual motivo non avete voi onde confidare in Dio? Leggiamo nell’ istoria che un uomo fu ucciso in mezzo ad una campagna per la caduta d’una testuggine che un’ aquila lasciò cadere sul suo capo; e vediamo in oggi una figlia della carità uscire senza lesione alcuna di sotto ai rottami di una casa rovesciata fino da’ suoi fondamenti. Non è questa una prova sensibile colla quale Dio fa conoscere che voi siete a lui care? Oh! mie figlie, siate sicuro che quando conserviate ne’ vostri cuori la santa confidenza Dio vi conservera in qualunque siasi luogo possiate trovarvi.» Vincenzo fece un giorno una piccola riprensione ad una persona la quale, nell’idea in cui era che la compagnia delle sue figlie non potesse sussistere senza di lui, si era mostrata alquanto inquieta per una malattia da cui era stata colta. «Oh! donna di poca fede! Perchè non avete maggiore confidenza nella condotta e nell’esempio di Gesù Cristo? Il Salvatore del mondo si riposava in Dio suo Padre per lo stato di tutta la Chiesa, e voi per un pugno di figlie, che la sua provvidenza ha visibilmente suscitate e riunite, pensate che vi mancherà?»

Questo tesoro dì confidenza in Dio gli serviva per pacificare coloro che erano tentati di disperare. Un personaggio di condizione elevata trovandosi in quella pericolosa situazione gli dimandò qualche rimedio al male che lo straziava. Il Santo gli rispose: «Che Dio non permetto sempre a’ suoi di discernere la purezza del loro interno fra i movimenti della corrotta natura, affinchè si umiliino senza posa, e che il loro tesoro essendo così nascosto, sia in maggior sicurezza. S Paolo aveva veduto delle maraviglie in cielo, ma perciò non si riguardava guardava come giustificato, perchè vedeva in se stesso troppe tenebre e troppi combattimenti interni. Aveva nulladimeno una tale confidenza in Dio, che credeva nulla esservi al mondo capace a separarlo dalla carità di Gesù Cristo. Quest’ esempio deve bastarvi, signore, per restare in pace in mezzo alle vostre oscurità, e per avere un’ intera confidenza nell’ infinita bontà di nostro Signore, il quale volendo perfezionare l’opera della vostra santificazione, v’ invita ad abbandonarvi fra le braccia della sua provvidenza. Lasciatevi adunque condurre dal suo amore paterno, perchè egli vi ama, ed è tanto possibile che rigetti un uomo dabbene come voi, come lo sarebbe che abbandonasse un malvagio, il quale spera nella sua misericordia.»

Frutto. La confidenza in Dio non esclude la nostra cooperazione, perciò facciamo quanto dal nostro canto possiamo, e il Signore farà colla sua grazia quello che noi non possiamo. Una visita al SS. Sacramento.

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